Oceania

f71b9aa41385186d116ac7cf9c5628e4

Pierluigi in the World

Ogni viaggio lascia un segreto inciso nell’anima


facebook
instagram
linkedin
telegram
whatsapp

pierluigi in the world @ All Right Reserved 2026

Termini e Condizioni pierluigiintheworld - Trasparenza Tecnologia e Responsabilità Autoriale

Privacy policy   -  Cookie policy - Note Legali e Diritti d'Autore 

ttg%20rimini%20by%20plc%2010.jpegttg%20rimini%20by%20plc%2012.jpegttg%20rimini%20by%20plc%2013.jpegttg%20rimini%20sala%20stampa.jpegttg%20rimini%20by%20plc%209.jpegttg%20rimini%20conferenza%20astoi.jpegttg%20rimini%20interno.jpegttg%20rimini%20by%20plc%205.jpegastoi%20hub.jpeg

TTG Rimini 2026, il turismo è tornato a casa. E con lui, anche io

Dopo una lunga assenza per motivi di salute, torno alla fiera che ha accompagnato una parte importante della mia vita professionale. Questa volta lo faccio con una nuova veste: quella di autore di Tra il Silenzio e le Frontiere e fondatore di Pierluigi in the World, senza dimenticare il mio passato da agente di viaggio. Tra i padiglioni di Rimini ritrovo un settore che vuole investire, confrontarsi e guardare al futuro. La conferenza stampa di ASTOI, i numeri della manifestazione e le nuove iniziative raccontano un turismo chiamato a coniugare innovazione, sicurezza e valore delle relazioni umane.

Di Pierluigi Cruciani

 

Rimini — Ci sono ritorni che hanno un significato diverso da tutti gli altri. Non si misurano in chilometri percorsi, appuntamenti in agenda o biglietti da visita raccolti. Si misurano nelle emozioni che riescono a restituire, nelle porte che sembravano chiuse e che, improvvisamente, tornano ad aprirsi.

Per me, il ritorno al TTG Travel Experience di Rimini, in occasione della 63ª edizione, dal 14 al 16 ottobre 2026, è uno di questi.

Dopo una lunga assenza dal mondo del turismo, dovuta a motivi di salute, sono tornato alla fiera con il permesso del mio cardiochirurgo di affrontare questo viaggio in solitudine. Un viaggio che, visto dall'esterno, potrebbe sembrare ordinario, ma che per me rappresenta molto di più.

Ci sono stati momenti in cui ho dovuto fare i conti con la possibilità di non poter più vivere come prima alcune delle esperienze che avevano accompagnato la mia esistenza. Per questo, ritrovarmi oggi tra i padiglioni di una manifestazione che conosco da tanti anni significa riconquistare uno spazio importante della mia vita.

Il turismo, del resto, non è mai stato soltanto una professione. È stato il mio mondo, il mio modo di incontrare gli altri, conoscere culture diverse e scoprire quanto ogni viaggio possa insegnarci qualcosa anche su noi stessi.

Ho iniziato a viaggiare nel 1987. Da allora ho attraversato oltre cento Paesi e cinque continenti, raccogliendo esperienze e incontri che nel tempo sono diventati parte del mio patrimonio personale. Attraverso www.pierluigiintheworld.it cerco di raccontare proprio questo: non una semplice collezione di destinazioni, ma le persone, le culture e quei frammenti di umanità che continuano ad accompagnarci anche dopo il ritorno.

Oggi questo patrimonio prende forma anche attraverso la scrittura e il mio primo libro, Tra il Silenzio e le Frontiere. Un'opera che racconta un percorso personale fatto di viaggi, fragilità, responsabilità, perdite e rinascite. Non una guida turistica, ma il tentativo di condividere ciò che il mondo mi ha insegnato e di raccontare le frontiere che ogni persona, prima o poi, si trova ad attraversare.

Dentro di me resta, però, anche il professionista che ha vissuto il turismo dall'altra parte della scrivania: l'agente di viaggio, il titolare di H 24 Travels, l'uomo che conosce le dinamiche del settore e che continua a sentirsi parte della sua comunità.

È con questo bagaglio che sono tornato a Rimini. E la prima sensazione, entrando in fiera, è stata quella di ritrovare qualcosa che credevo smarrito.

La mia ultima partecipazione al TTG risaliva al 2020, ma già dal 2019 avevo iniziato a percepire i primi segnali di resa. Ricordo due edizioni segnate da una progressiva perdita di slancio, con una fiera che sembrava aver smarrito la volontà di favorire i reali incontri tra gli operatori. Il post-pandemia aveva poi accentuato la crisi: meno stand, meno agenti di viaggio e un'atmosfera spenta. Ai miei occhi, Rimini sembrava aver perso quell'anima vibrante che l'aveva sempre resa il cuore pulsante per stringere accordi e costruire nuove opportunità. Tornare oggi e immergersi in uno scenario completamente capovolto, ricco di energia, è stata una bellissima sorpresa. La presenza degli operatori, gli stand, gli incontri e il movimento tra i padiglioni restituiscono l'immagine di un settore che vuole continuare a essere protagonista. La mia è una percezione personale, maturata camminando tra gli spazi espositivi, ma trova riscontro anche nei numeri diffusi al termine della manifestazione.

Secondo il bilancio finale di Italian Exhibition Group, TTG Travel Experience e InOut The Hospitality Community hanno riunito 2.800 brand espositori, oltre 1.000 buyer e generato 15.000 incontri d'affari. La componente internazionale è cresciuta, con un incremento dell'8% dell'area espositiva estera e dell'11% degli espositori internazionali. Numeri che confermano il ruolo di Rimini come punto d'incontro tra il mercato turistico italiano e quello mondiale. (Fonte: Italian Exhibition Group e ANSA, 16 ottobre 2026.)

Il tema scelto per questa edizione, Exist, invita a riflettere sul significato del viaggio in un mondo attraversato da trasformazioni profonde. Non soltanto destinazioni e prodotti, quindi, ma esperienze, relazioni, identità e nuovi modi di interpretare il tempo libero.

Ed è proprio questo il primo aspetto che mi colpisce: la volontà di andare oltre la semplice promozione commerciale, cercando occasioni di confronto su ciò che sta cambiando e su come affrontare il futuro.

Le difficoltà non mancano. Le tensioni geopolitiche, l'incertezza internazionale, l'aumento dei costi e le trasformazioni tecnologiche impongono agli operatori di rimettersi continuamente in discussione. Eppure, tra i padiglioni, percepisco la determinazione di un comparto che non vuole limitarsi a resistere, ma desidera continuare a crescere.

ASTOI HUB: quando il turismo organizzato sceglie di fare squadra

Tra le realtà che hanno attirato maggiormente la mia attenzione c'è ASTOI HUB, la nuova veste con cui ASTOI Confindustria Viaggi ha scelto di presentarsi al TTG, superando la tradizionale impostazione del Villaggio ASTOI.

Non soltanto uno spazio espositivo, ma un ambiente pensato per mettere in relazione tour operator, agenzie, istituzioni, imprese tecnologiche, esperti e media.

L'area, di circa 1.500 metri quadrati nel padiglione A5, ospita i tour operator associati e un'arena dedicata a incontri e approfondimenti. Il programma affronta questioni centrali per il comparto: dall'evoluzione dei rapporti tra tour operator e distribuzione all'intelligenza artificiale, dalla personalizzazione dell'offerta alla geopolitica e alla gestione delle crisi. (Fonte: ASTOI Confindustria Viaggi, presentazione del 25 settembre 2026.)

La mia impressione è che ASTOI abbia voluto dare alla propria partecipazione un significato più ampio, trasformando uno spazio commerciale in un luogo di confronto.

Da ex agente di viaggio, considero importante questa scelta. La qualità dei prodotti, la capacità di interpretare le esigenze dei clienti e la solidità delle relazioni professionali restano elementi essenziali per un mercato nel quale collaborazione e competizione convivono.

Ho trovato un'accoglienza piacevole e un ambiente che mi ha fatto sentire nuovamente parte di un mondo al quale sono legato da tanti anni. Percorrere i padiglioni, incontrare operatori e osservare le iniziative in programma ha rafforzato la mia sensazione di ritrovata vitalità.

Naturalmente, un singolo progetto non può risolvere tutte le difficoltà del settore. Ma la scelta di investire in uno spazio comune, dedicato anche alla circolazione delle idee, dimostra la volontà di affrontare le sfide del mercato attraverso il dialogo e la condivisione delle competenze.

La conferenza stampa ASTOI: i numeri, i mercati e le sfide del turismo organizzato

È durante la conferenza stampa di ASTOI del 14 ottobre che questa riflessione assume una dimensione più concreta.

L'incontro, moderato da Claudio Calì, giornalista di Sky TG24, ha visto la partecipazione di Pier Ezhaya, presidente di ASTOI Confindustria Viaggi, e di Gloria Armiri, Group Brand Manager Tourism, Hospitality & Experience Economy di Italian Exhibition Group.

Il confronto ha messo al centro due questioni strettamente collegate: il ruolo della fiera come luogo in cui leggere le trasformazioni del mercato e la capacità del turismo organizzato di rispondere alle esigenze dei viaggiatori in un contesto internazionale sempre più complesso.

Armiri ha richiamato l'evoluzione del TTG e il valore delle manifestazioni fieristiche come strumenti per conoscere meglio il comparto turistico. Una fiera, in questa prospettiva, non è soltanto una vetrina per le destinazioni e le imprese, ma un contenitore di informazioni, analisi e occasioni di incontro che consente di raccogliere segnali provenienti da tutta la filiera.

È un punto importante. In un settore in continua trasformazione, poter osservare nello stesso luogo operatori, istituzioni, imprese e professionisti aiuta a mettere in relazione esperienze differenti e a comprendere meglio le direzioni del mercato.

Nel suo intervento, Pier Ezhaya ha riportato l'attenzione sul ruolo specifico di ASTOI: rappresentare il turismo organizzato, un comparto che si distingue per la costruzione di pacchetti turistici e per la responsabilità con cui accompagna il cliente nelle diverse fasi del viaggio.

Non esiste un solo modo di fare turismo. Esistono esigenze, prodotti e modelli differenti. Il valore del turismo organizzato, in questo quadro, sta anche nella capacità di offrire un servizio strutturato, informazioni e assistenza, soprattutto quando le circostanze non consentono di seguire il programma iniziale.

Le destinazioni cambiano, la domanda si trasforma

Tra gli elementi illustrati durante la conferenza stampa, la fotografia dei mercati ha evidenziato andamenti differenti tra le destinazioni.

Secondo i dati presentati da Ezhaya, il Nord Africa mantiene una posizione di rilievo nel mercato, pur registrando una flessione. Si segnalano inoltre una crescita per il Sud Africa e un andamento positivo dell'Africa orientale, mentre emergono segnali di rallentamento per l'Oceano Indiano, Caraibi e la Grecia e un Italia che cresce con numeri importanti.

Sono indicazioni che restituiscono un mercato in movimento, nel quale le preferenze dei viaggiatori risentono di numerosi fattori: costi, collegamenti, percezione della sicurezza, disponibilità delle strutture e desiderio di scoprire nuove destinazioni.

Nel corso della presentazione è stata indicata una spesa media di circa 1.400/1.600 euro a persona e una durata media della vacanza di circa otto giorni. L'aumento dei costi negli ultimi anni contribuisce a rendere più attenta la pianificazione del viaggio e il rapporto tra budget disponibile ed esperienza desiderata.

Un altro elemento emerso riguarda la prenotazione anticipata. La pratica dell'advance booking assume un peso crescente: programmare prima consente al viaggiatore di valutare con maggiore attenzione le alternative e agli operatori di organizzare meglio la propria offerta.

Il dato racconta anche un cambiamento nelle abitudini. La vacanza non viene necessariamente decisa all'ultimo momento: in molti casi diventa un progetto da costruire per tempo, confrontando proposte, condizioni e possibilità.

L'inverno e l'incertezza internazionale

La domanda più delicata riguarda la stagione autunno-inverno.

Nel quadro presentato da Ezhaya è stato segnalato un calo del 4,3%, con le tensioni in Medio Oriente indicate tra i fattori che incidono sulle prospettive della stagione. Anche destinazioni come l'Oman risentono del rallentamento della domanda, mentre l'aumento dei costi del carburante aggiunge pressione sui conti degli operatori.

Durante l'incontro è stato richiamato un incremento del costo del carburante pari al 100%. Un dato che merita di essere letto nel suo contesto specifico, perché l'impatto effettivo varia in base al periodo considerato, ai contratti e alle modalità con cui le singole imprese acquistano il carburante.

Il messaggio di fondo, tuttavia, è chiaro: il turismo rimane particolarmente sensibile alle crisi internazionali. Le tensioni geopolitiche possono modificare la percezione della sicurezza, condizionare le prenotazioni e obbligare gli operatori a rivedere itinerari e programmi.

In queste circostanze, il turismo organizzato è chiamato a dimostrare il proprio valore non soltanto nella vendita, ma anche nella gestione degli imprevisti.

Dalla gestione delle crisi alle proposte per il futuro

La conferenza stampa ha affrontato anche il rapporto tra imprese turistiche e istituzioni, con particolare attenzione alle misure necessarie per affrontare le emergenze.

Tra le questioni richiamate da Ezhaya figurano la revisione, a livello europeo, delle regole sui pacchetti turistici e delle responsabilità degli operatori, oltre alla possibilità di istituire un fondo europeo per affrontare situazioni straordinarie.

Il tema nasce anche dalle difficoltà operative vissute dal comparto durante le crisi internazionali. Ezhaya ha richiamato l'esperienza di marzo 2026, quando, secondo quanto riferito durante l'incontro, i tour operator hanno dovuto organizzare voli charter a proprie spese per recuperare i viaggiatori.

È un esempio che rende concreta la complessità della gestione delle emergenze: quando una crisi interrompe i collegamenti o modifica improvvisamente le condizioni di viaggio, le imprese devono intervenire rapidamente per assistere i clienti e organizzare il rientro.

In questo scenario, la proposta di un fondo europeo mira a porre il problema di una maggiore capacità di risposta condivisa, evitando che tutto il peso economico e operativo delle emergenze ricada sulle singole imprese.

Tra le prospettive indicate figura inoltre l'ammodernamento delle aziende attraverso investimenti e strumenti di sostegno alla digitalizzazione. Un percorso che dovrebbe aiutare gli operatori a migliorare i processi, aggiornare le competenze e affrontare con maggiore preparazione un mercato in continua evoluzione.

Sono questioni che richiedono un confronto tra imprese, associazioni e istituzioni. La competitività del turismo, infatti, non dipende soltanto dalla qualità delle destinazioni, ma anche dalle condizioni in cui le aziende possono operare e dalla loro capacità di reagire agli eventi inattesi.

Il viaggio non è più soltanto volo e hotel

Tra gli spunti emersi durante il confronto, uno mi ha colpito particolarmente: la ricerca di esperienze più autentiche e articolate.

Il viaggiatore non cerca necessariamente soltanto un volo e una camera d'albergo. Sempre più spesso desidera comprendere un luogo, entrare in contatto con le persone, conoscere le tradizioni, assaggiare i prodotti del territorio e vivere qualcosa che lasci un ricordo duraturo.

È una sensibilità che sento vicina anche al percorso raccontato su Pierluigi in the World. Il valore di un viaggio non si esaurisce nella prenotazione o nel numero delle attrazioni visitate. Si misura anche nella qualità degli incontri e nella capacità di guardare una destinazione con curiosità e rispetto.

Per gli operatori, questa evoluzione rappresenta un'opportunità, ma anche una responsabilità. Costruire un'esperienza significa saper mettere in relazione servizi, persone, territori e aspettative, evitando che tutto si riduca a un prodotto standardizzato.

La sfida è offrire proposte capaci di rispondere a desideri differenti, mantenendo qualità, trasparenza e attenzione verso il cliente.

Sicurezza e informazione: il valore del dialogo con la Farnesina

Il tema della sicurezza trova spazio anche nel programma di ASTOI HUB, che il 15 ottobre ha ospitato l'incontro Viaggiare nell'era dell'incertezza: geopolitica, clima e sicurezza, con la partecipazione di Pier Ezhaya, Nicola Minasi, capo dell'Unità di Crisi della Farnesina, e altri esperti.

La presenza di un rappresentante del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale offre l'occasione di approfondire il valore dell'informazione istituzionale in un contesto internazionale complesso.

Per chi viaggia, strumenti come il portale Viaggiare Sicuri e gli aggiornamenti delle autorità competenti possono contribuire a una migliore conoscenza delle condizioni presenti nelle diverse destinazioni. Per tour operator e agenzie, disporre di informazioni attendibili è altrettanto importante per accompagnare i clienti nelle loro scelte e gestire eventuali criticità.

Nessuna informazione può eliminare ogni rischio, né la situazione di un intero Paese può essere descritta attraverso un'unica valutazione. Ma il dialogo tra istituzioni e operatori può favorire una comunicazione più consapevole e aiutare il settore a reagire con maggiore preparazione.

La fiducia non nasce dalla promessa che tutto andrà sempre secondo i programmi. Nasce dalla capacità di informare, assistere e trovare soluzioni quando le circostanze cambiano.

Tecnologia e futuro: innovare senza perdere il fattore umano

Accanto alla geopolitica, un altro grande tema riguarda la tecnologia.

L'intelligenza artificiale, la digitalizzazione dei servizi, l'evoluzione dei sistemi di prenotazione e le nuove modalità di comunicazione stanno modificando il lavoro degli operatori e le aspettative dei viaggiatori.

I dati del TTG Monitor confermano l'interesse del settore per questi strumenti: il 46,6% degli operatori intervistati prevede di utilizzare l'intelligenza artificiale per personalizzare le proposte di viaggio, mentre il 43,4% la indica per la vendita diretta.

La tecnologia può facilitare la ricerca delle informazioni, migliorare la personalizzazione delle offerte e rendere più efficienti i processi. Ma non elimina le domande sulla qualità delle informazioni, sulla tutela dei dati e sul valore del rapporto umano.

Chi conosce il turismo sa che dietro ogni prenotazione c'è una persona, con aspettative e necessità differenti. Un sistema digitale può offrire risposte rapide; ascoltare un cliente, interpretare un'esigenza particolare e accompagnarlo in un momento difficile richiede anche esperienza, sensibilità e competenza.

Il futuro non dovrebbe quindi essere una contrapposizione tra tecnologia e relazione umana. La vera sfida sarà far convivere questi due elementi, utilizzando l'innovazione per migliorare il servizio senza impoverire il rapporto con il viaggiatore.

Book&Go: quando il viaggio diventa racconto

Tra le iniziative che hanno attirato la mia attenzione c'è Book&Go, uno spazio che sento particolarmente vicino al mio nuovo percorso.

Il turismo vive di destinazioni, servizi, infrastrutture e opportunità commerciali. Ma vive anche di parole, immagini, testimonianze e storie capaci di dare un significato ai luoghi.

Un territorio non è soltanto una meta da raggiungere. È una cultura da conoscere, una memoria da ascoltare, un insieme di persone e tradizioni che meritano di essere raccontate.

Book&Go si inserisce proprio in questo dialogo tra turismo e narrazione, offrendo un'occasione d'incontro con il mondo editoriale e con chi utilizza la scrittura e lo storytelling per raccontare esperienze, destinazioni e nuove prospettive.

Per me, presente al TTG anche come autore di Tra il Silenzio e le Frontiere, è naturale riconoscere il valore di uno spazio del genere.

Il mio libro non nasce con l'intenzione di offrire una guida turistica o un semplice elenco di luoghi visitati. È il racconto di un cammino iniziato nel 1987 e sviluppatosi attraverso decenni di esperienze, incontri, fragilità e trasformazioni personali.

È un viaggio attraverso il mondo, ma anche dentro me stesso. Perché le frontiere che attraversiamo non sono soltanto quelle disegnate sulle carte geografiche: talvolta le più difficili sono quelle che portiamo dentro.

Questa filosofia accompagna anche Pierluigi in the World, il progetto attraverso il quale desidero condividere storie, emozioni e riflessioni nate lungo la strada.

Per questo Book&Go rappresenta per me un punto d'incontro naturale tra il professionista che sono stato, il viaggiatore che continuo a essere e l'autore che sto diventando.

E mentre osservo questa iniziativa, penso già al prossimo appuntamento: l'uscita del mio secondo libro, prevista per l'estate 2027. Mi piacerebbe tornare al TTG il prossimo anno con una nuova pubblicazione e un percorso editoriale ancora più maturo.

Perché anche un libro può diventare un compagno di viaggio, capace di portare il lettore in luoghi che non ha mai visitato e, qualche volta, di fargli scoprire qualcosa di sé.

Un nuovo modo di raccontare il mondo

La mia presenza al TTG ha quindi un doppio significato.

Da una parte, c'è il ritorno del professionista del turismo, che osserva le trasformazioni del mercato, le strategie degli operatori e le iniziative che possono contribuire a rafforzare la filiera.

Dall'altra, c'è il percorso dell'autore, che cerca nuovi spazi per raccontare il viaggio non soltanto come prodotto commerciale, ma come esperienza culturale e umana.

Queste due dimensioni non sono in contrasto. Al contrario, credo possano arricchirsi a vicenda.

La mia esperienza professionale mi permette di guardare al settore con una conoscenza maturata negli anni; la scrittura mi offre la possibilità di interpretare ciò che vedo e di restituirlo ai lettori attraverso un racconto personale.

È anche per questo che considero importanti iniziative come ASTOI HUB e Book&Go. Da una parte, il valore del confronto tra imprese, istituzioni e professionisti; dall'altra, quello delle storie e della cultura. Due dimensioni diverse, ma entrambe necessarie per un turismo capace di evolversi senza perdere la propria identità.

Il viaggio, in fondo, non si esaurisce nel momento in cui raggiungiamo una destinazione. Continua negli incontri, nelle esperienze, nei ricordi e nelle parole con cui decidiamo di raccontarlo.

Il turismo è tornato a casa. E io ho ritrovato la mia strada

Il TTG 2026 mi restituisce l'immagine di un settore che vuole continuare a esserci, nonostante le incertezze internazionali e le trasformazioni che lo attendono.

La partecipazione, la varietà degli operatori, la crescita della dimensione internazionale e l'investimento in spazi di confronto come ASTOI HUB mostrano la volontà di mantenere vivo un sistema nel quale le relazioni professionali e la capacità di guardare avanti restano fondamentali.

Una fiera, naturalmente, non può raccontare da sola tutte le difficoltà del mercato, né garantire che ogni sfida sia stata superata. Può però restituire il clima di un settore, le sue ambizioni e la sua disponibilità a mettersi in gioco.

Ed è proprio questo che porto con me da Rimini.

Il ricordo del 2019, con un'atmosfera che mi era sembrata così diversa da quella degli anni precedenti, lascia spazio oggi a un'impressione di ritrovata vitalità.

E insieme al turismo, almeno per me, è tornata a casa anche una parte importante della mia vita.

Sono qui come autore di Tra il Silenzio e le Frontiere, come fondatore di Pierluigi in the World, ma anche come professionista che non ha mai smesso di sentirsi legato al mondo dei viaggi.

Forse è proprio questo il senso più profondo del mio ritorno: comprendere che si può cambiare strada senza perdere la propria identità, che una pausa non cancella ciò che siamo stati e che, anche dopo le prove più difficili, possono aprirsi nuovi percorsi.

Oggi non sono tornato soltanto a una fiera. Sono tornato in un mondo che conosco, con una storia diversa da raccontare e nuovi progetti da realizzare.

Dopo tanti anni trascorsi sulle strade del mondo, so che ripartire non significa necessariamente tornare a essere quelli di prima. Significa imparare a guardare avanti con ciò che la vita ci ha insegnato.

Il turismo è tornato a casa. E io, finalmente, ho ritrovato la strada per tornarci anch'io.